Sunday, March 09, 2008

breve storia del futuro - 'Jacques Attali'



Jacques Attali
Breve storia del futuro


con una postfazione dell'autore all'edizione italiana
traduzione di Eleonora Secchi







«Scrivo questo libro perché il futuro non assomigli a quello che temo sarà. Io credo nella vittoria dell’iperdemocrazia, forma superiore di organizzazione dell’umanità, espressione ultima del motore della Storia: la libertà».

Jacques Attali

Come sarà il mondo nel 2060? E cosa accadrà nei prossimi cinquant’anni? Nell’immediato futuro dovremo affrontare il terrorismo e il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta e l’esaurimento delle risorse, l’ascesa di nuove potenze e il declino dello stile di vita occidentale. Ma questo è niente, paragonato a ciò che ci aspetta più avanti. La globalizzazione? Sostituita da un iperimpero che controllerà politicamente, e non solo economicamente, un mondo policentrico. Le guerre locali e nazionali? Inglobate da un iperconflitto dagli effetti inimmaginabili. E la gente comune? Sarà costretta a spostarsi in ogni angolo della terra per seguire le regole del mercato, innescando così una catena inesauribile di lotte fra nomadi e sedentari. Dunque tutto è perduto? Forse no, perché – dice Attali – il domani dipende da come intendiamo usare ora le innovazioni tecnologiche che abbiamo a disposizione. E da quanto sapremo condividere con gli altri le nostre capacità, soprattutto quelle creative. Solo se riusciremo a percorrere questa via (e a resistere a un cinquantennio costellato di enormi ostacoli), arriveremo alla fase finale: un’iperdemocrazia estesa a livello planetario, stavolta a beneficio di tutti. Pagine profetiche, visionarie e al tempo stesso realistiche e concrete, quelle di Attali, che ci inchiodano alle nostre responsabilità e alle conseguenze delle scelte politiche dell’oggi. Bestseller in Francia (250.000 copie) già tradotto in quindici lingue, Breve storia del futuro contiene nella presente edizione un piccolo omaggio ai lettori italiani: una sintetica ma incisiva analisi del possibile ruolo del Belpaese nei decenni a venire.

«Jacques Attali, moderno Pico della Mirandola che non scappa di fronte a nessuna sfida, ci svela le sue riflessioni sul mondo che ci attende».

«Paris Match»

«Non si tratta di ipotesi, ma di previsioni vere e proprie: Attali racconta quello che secondo lui dovrà senz’altro accadere».

«L’Express»

« Un coraggioso saggio sulla storia dei prossimi cinquant’anni».

«Radio France»

Saturday, March 08, 2008

Sulle Regole - 'Gherardo Colombo'


Sulle regole di Colombo Gherardo

Dettagli del Libro:
Editore: Feltrinelli
Genere: varia
Collana: Serie bianca
Volume n.: 145
Pagine: 176
ISBN: 8807171457
Data pubblicazione: 2008

Descrizione:
Nell'amministrare la giustizia conta la legge scritta. Se facessimo delle deroghe al codice, non saremmo ingiusti? Diciamo che la giustizia deve essere uguale per tutti, ma forse non abbiamo mai riflettuto sul significato di questo principio: la legge per essere giusta deve essere applicata senza eccezioni. Ma la legge scritta dai parlamenti può contemplare ogni singolo caso umano? La legge è una macchina impersonale, che non guarda in faccia a nessuno. Eppure, per altro verso, proprio il fatto che la legge non guarda in faccia a nessuno, ci protegge dai soprusi dei potenti. La bilancia, come immagine della giustizia, rappresenta proprio questo: gli uomini sono tutti uguali di fronte alla legge. La mia convinzione profonda è che in uno stato di diritto e in uno stato in cui tutti partecipano, anche se indirettamente, alla gestione della cosa pubblica e in cui esistono delle strade per modificare le regole che si ritengono ingiuste, le regole esistenti vanno osservate e basta. Ma è anche necessario fare una specie di gerarchia delle regole, perché ci sono delle regole che hanno un rilievo particolarissimo, un rilievo eccezionale per la convivenza e ci sono altre regole che invece hanno un rilievo molto più limitato

Sunday, February 24, 2008

Diritto di informazione

Bombardamenti di cazzate... televisione... televisione... strumento indispensabile... televisione... pubblicità... l'uomo che cerca caos... e trova caos... nelle città... poco silenzio... tanta velocità... formiche impazzite... pedine manovrate... informazioni occultate... strategie di mercato... informazioni occultate... articolo 21 della costituzione... diritto di informazione... non siamo italiani... informazioni nascoste... perdita della memoria storica.. poco tempo per riflettere... distrazioni... e ancora distrazioni... poco tempo... difficile sedimentare i pensieri... perdita della memoria storica... perdita della memoria storica... perdita della memoria storica...
..coscienza... consapevolezza di tutto ciò... speranza... condivisione delle informazioni... condivisione delle emozioni... perdita della memoria storica... coscienza... risveglio... consapevolezza... emozioni positive... energia... positività... professionalità... professionalità? ...professionalità????? ? ?? ?

Friday, January 18, 2008

Milano - parte 1

Oggi a pranzo c'era un tipo in fila, che aspettava il suo piatto di pasta.
Ad un certo punto mi fa:"Sono nordico, quindi non riesco a stare in fila. Perdo la pazienza."
E io:"Eheh. In effetti è vero che le persone del Sud hanno più pazienza. Ma se ci pensi, al sud non ci sono mica tante file."
E lui:"Già. Da queste parti ci sono milioni di persone. E' normale che si ammassano tutti."
Io:"Forse noi del Sud ci accontentiamo più facilmente."
Lui:"Qui a Milano, la gente è abituata a pagare ed avere tutto subito. Per questo si spazientisce facilmente. Quelli del Sud invece non danno nulla per scontato."

Mi sembrava un coglione, ma in fondo, forse, è una brava persona.

Wednesday, January 16, 2008

Il controllo delle emozioni

I circuiti neuronali della razionalità e dell’emozione sono separati, ma allo stesso tempo interconnessi.

Il sistema limbico, la sede dei centri emozionali, in caso di necessità è capace di prendere il controllo della parte razionale del cervello.

Questo succede perché i circuiti cerebrali che controllano le emozioni mettono in contatto la corteccia prefrontale, sede della razionalità, ad una parte del sistema libico: l’amigdala.

L’amigdala ha il potere di controllare il resto del cervello per via dell’importanza svolta dalle emozioni per la sopravvivenza. Dobbiamo inoltre notare che dal punto di vista evolutivo, la parte razionale del cervello si è evoluta dal sistema limbico.

In caso di pericolo l’amigdala prende il controllo della parte razionale per dare una risposta immediata. Mentre in situazioni più normali, la razionalità può controllare le emozioni. La corteccia prefronatale è in grado di riceve informazioni da più vie per giudicare se una minaccia è realmente pericolosa, oppure se è meglio cerare di controllarsi.

L’ultima parola pare spetti sempre all’amigdala. Se l’emozione è troppo forte la corteccia non riuscirà a tenere l'emozione sotto controllo.

[...]

In caso di problemi seri, l’amigdala suscita forti emozioni che sequestrano la parte razionale del cervello.
Possiamo cercare di intervenire prima di perdere il controllo.

Le emozioni sono controllate dalla parte destra del cervello. Le funzioni logiche dal sinistro.
Quando sentiamo di perdere il controllo delle emozioni, possiamo provare a riprendere il controllo concentrandoci sulle funzioni del cervello sinistro.

Come?
Nel modo più semplice. Basta provare a fare un qualche conto.

Ovviamente non funziona per problemi seri, ma può andare bene per problemi giornalieri, tipo qualcuno che passa davanti ad una coda. Anche i piccoli stress contribuiscono a peggiorare la qualità di vita, e anche un piccolo stratagemma come questo può aiutare ad arrivare a casa un po’ meno stressati.




"In senso Inverso" P.J.Dick - citazioni #1

"'Niente dura; tutto scorre. Frammento si unisce a frammento - le cose crescono finchè le conosciamo e le nominiamo. Gradualmente si fondono, e non sono più le cose che conosciamo."

[...]

"Lui ti può aiutare se te ne rendi conto. Ma è così dannatamente difficile accorgersene. Perchè quando lo fai... cessi quasi di esistere. Ti riduci quasi a un nulla."

"Dobbiamo essere piccoli per potere essere tanti. Così miliardi e miliardi di creature potranno vivere. Se uno di noi fosse grande, della grandezza di Dio, allora quanti ce ne sarebbero?"

Tuesday, January 15, 2008

Non devi fumare, disse la brasiliana.

Mi chiedo:"Ma perchè fumo?"
A volte c'è bisogno che le cose ci vengano dette... anche se da soli siamo in grado di capirle.
Oggi è il primo giorno che non fumo - Martedì 15 Gennaio 2008, evidenziato in grassetto perchè spero sia una data memorabile e non un tentavo vano.
Ci voleva una donna brasiliana a darmi lo stimolo a smettere.. che cose strane. eheheh...
Così giovane e bello... mi disse... devi smettere di fumare ;)

Scrivo per non dimenticaree per riuscire nel mio intento... tanto lo so che ci guadagno solamente.
Niente altro da dire solo riuscire.

Friday, January 04, 2008

Troppa concentrazione fa perdere di vista se stessi

Secondo uno studio israeliano quando il nostro cervello è impegnato in un compito difficile "spegne" la parte associata alle emozioni e alla coscienza di sé. Per questo spesso quando siamo concentrati non ci accorgiamo di quello che ci succede intorno.
[...]
Di necessità virtù. Lo "spegnimento" della coscienza di sé in termini evoluzionistici potrebbe essersi sviluppata come espediente utile a salvarsi la pelle. «Se all'improvviso siamo in pericolo - afferma Ilan Goldberg che ha guidato la ricerca - per l'avvicinarsi di un serpente, per esempio, non è vantaggioso rimanere lì a chiedersi che cosa si prova in quella situazione».
Quando il nostro cervello si trova di fronte a un problema, dunque, "mobilita" tutte le sue risorse per agire e risolvere la situazione, ma si assicura anche di disattivare la parte più "emotiva" per evitare di rimanere bloccato.