Monday, December 19, 2005

fottuti nella contraddizione

ormai l'ho capito. non c'è un cazzo da fare.
fottuti nella contraddizione.

lato a
insensibili. siamo insensibili. il terrore è nei nostri schermi televisivi mentre mangiamo. stupri, omicidi, la fame nel mondo, le guerre, tutto ormai è quotidiano, e restiamo inermi e insensibili davanti a tutto ciò. è questo ciò in cui ci stanno trasformando. automi, scossi solamente dall'ultimo desiderio di acquisto, dall'ultimo spot sull'ultima novità hitech.
ultima frontiera dell'evoluzione umana: diventare insensibili.

lato b
nel 1979 il punk si vestì dei simboli che suscitavano terrore, ribrezzo, rifiuto dal resto: collari per cani, borchie, spille da balia nella carne, svastiche.
l'unico modo per opporsi, per dimostrare il proprio rifiuto alla società.
ma adesso? che si fa? i tuoi slogan di battaglia diventano spot (vedi post precedente), le tue rivolte in piazza trasformate in chiacchiere di un'opposizione che dorme, blackblock trasformati in libri e inchieste televisive con intermezzo pubblicitario miliardario.
di quali maschere ci vestiremo per opporci?
serve qualcosa di inaccettabile, inaccettabile per tutti.
piu del terrorismo, piu delle torri gemelle, piu delle armi chimiche.
con un solo rischio: diventare insensibili.

distopia?

Washington (USA) - Gli amanti delle teorie della cospirazione, almeno questa volta, potranno esultare soddisfatti: "L'avevamo detto". Come nella peggior distopia postmoderna, il presidente di uno stato democratico del calibro degli Stati Uniti è diventato l'artefice della più grande violazione sistematica della privacy mai registrata: Bush ha ammesso pubblicamente di aver autorizzato segretamente la National Security Agency (NSA) a tenere sotto controllo le comunicazioni di migliaia d'individui. Il motivo? Naturalmente nobile: "Salvare la vita a molti cittadini americani dopo la tragedia dell'11 settembre 2001".

Sunday, December 18, 2005

nonsiamopirati

link interessante:

http://www.nonsiamopirati.org/manifesto.html

Sunday, December 11, 2005

sostanza, tempo e diritto di agire

Faber studiò la faccia smunta, dalle fosse livide, di Montag.
«Che cosa vi ha scosso talmente? in che modo la torcia vi è stata strappata di mano?»
«Non lo so. Abbiamo tutto quanto occorre per essere felici, ma non siamo felici. Manca qualche cosa. Mi sono guardato intorno. La sola cosa che abbia visto mancare positivamente sono i libri che io avevo bruciato in questi ultimi dieci o venti anni. E allora ho pensato che i libri forse avrebbero potuto essere utili.»
«Voi siete un romantico irrimediabile» disse Faber. «Sarebbe una cosa buffa, se non fosse tragica. Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisori. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film, e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stesso. I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c'è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell'Universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci. Naturalmente, non potevate sapere tutto ciò, così come non potete ancora comprendere che cosa io intenda precisamente quando dico tutto ciò. Intuitivamente, non vi siete sbagliato, ed è questo che conta.
Tre cose ci mancano... Numero uno: sapete perché libri come questo siano tanto importanti? Perché hanno sostanza. Che cosa significa in questo caso "sostanza"? Per me significa struttura, tessuto connettivo. Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c'è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su un foglio di carta, e più sarete "letterario". Questa è la mia definizione, ad ogni modo. Scoprite le particolarità. Particolarità nuove! I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. I cattivi scrittori la sforzano e l'abbandonano. Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive. Viviamo in un tempo in cui i fiori tentano di vivere sui fiori, invece di nutrirsi di buona pioggia e di fertile limo nero. Perfino i fuochi artificiali, nonostante tutta la loro eleganza, nascono dalla chimica della terra. Eppure, non so come, riusciamo a credere di poterci evolvere nutrendoci di fiori e di giochi pirotecnici, senza concludere il ciclo del ritorno alla realtà. Conoscete la leggenda di Ercole e Anteo, il lottatore gigantesco, dalla forza incredibile, finche fosse rimasto coi piedi sulla terra? Ma quando Anteo fu tenuto da Ercole sospeso nel vuoto, senza radici, egli perì facilmente. Se in questa leggenda non c'è un insegnamento per noi di questi tempi, in questa città, oggi, allora vuoI dire che sono del tutto pazzo. Insomma, questa è la prima cosa delle tre che ci mancano. Sostanza, tessuto di elementi vitali.»
«E la seconda?»
«Agio, tempo libero.»
«Oh, ma noi abbiamo molte ore libere ogni giorno.»
«Ore libere dal lavoro, sì. Ma tempo di pensare? Quando non guidate la macchina a più di cento all'ora, a un massimo in cui non potete pensare ad altro che al pericolo, allora ve ne state a giocare a carte o sedete in qualche salotto, dove non potete discutere col televisore a quattro pareri. Perché? Il televisore è "reale", è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve aver ragione, vi dite: sembra talmente che l'abbia! Vi spinge con tanta rapidità e irruenza alle sue conclusioni che la vostra mente non ha tempo di protestare, di dirsi: "Quante sciocchezze!".»
«Ma la "famiglia" è gente in carne e ossa.»
«Come, scusate?»
«Mia moglie dice che i libri non sono "reali".»
«E Dio sia lodato per questo. Li si può almeno chiudere, dire: " Aspetta un momento". Potete farne ciò che volete. Ma chi mai è riuscito a strapparsi dall'artiglio che v'imprigiona quando mettete piede nel salotto TV? Vi foggia secondo l'aspetto che esso più desidera! L'ambiente in cui vi chiude è reale come il mondo. Diviene e pertanto è la verità. I libri possono essere battuti con la ragione. Ma nonostante tutto quello che so e tutto il mio scetticismo, non sono mai stato capace di discutere con un' orchestra sinfonica di cento elementi, a tutto colore, tre dimensioni, parte integrale, costitutiva di questi incredibili salotti. Come vedete, il mio salotto non è costituito che di quattro semplici pareti di calce e mattoni. Ed ecco.» Mostrò a Montag due piccoli tamponi di gomma. «Per le mie povere orecchie, quando sono sui bolidi della ferrovia sotterranea.»
«Dentifricio Denham» disse Montag, a occhi chiusi.
«Dove andremo a finire? I libri potranno esserci di aiuto?»
«Soltanto se potremo avere la terza cosa che ci manca. La prima, come ho detto, è sostanza, identificazione della vita. La seconda, agio, tempo di pensare a questa identificazione, di assimilare la vita. La terza: diritto di agire in base a ciò che apprendiamo dall'influenza che le prime due possono esercitare su di noi. E non credo che un vecchio decrepito e un milite incendiario in rivolta possano far molto, al punto in cui siamo...»
«Io posso avere libri.»
«Correndo rischi enormi.»
«Questo è il lato buono della morte: quando non si ha nulla da perdere, si può correre qualunque rischio.»
«Ecco, ora» disse il vecchio ridendo «avete detto una cosa interessante senza averla mai letta!»
«Ci sono pensieri così, nei libri? È una cosa che si è formata proprio nella mia testa.»

(da "Fahrenheit 451", Ray Bradbury)

Saturday, December 10, 2005

il potere è invisibile finchè non viene provocato...

...gli passò vicino un ragazzo arrabbiato. Gli somigliava, avrà avuto una trentina di anni meno di lui. Lo vide tirar fuori dalle tasche due bombolette spray: una rossa, l'altra nera. Su una delle pareti trasparenti scrisse "Power is invisible until you provoke it".
L'uomo che soffoca sorrise. Avrebbe preferito di no, ma era più forte di lui.

Sapeva che quello slogan sarebbe finito su un paio di Nike.

Il ragazzo tornò sui suoi passi. Adesso era veramente incazzato. Si mise a dare pugni nella parete dove aveva manifestato la propria rabbia. ...Nell'impeto del gesto attraversò la parete. Dall'altra parte, un responsabile delle risorse umane gli propose un impiego in un'impresa creativa non gerarchica.

(da "SuperPunk Arcimondano", Camille deToledo)

pseudo utopia

Pseudo-utopia è sinonimo di distopia, cacotopia, antiutopia.

Il termine nasce dall'esatto opposto di utopia, riferito ad una società dove tutto è come dovrebbe essere.
La distopia quindi si riferisce ad una socità resa indesiderabile sotto tutti i punti di vista.

Generalmente i testi distopici fanno riferimento ad una società fittizia in modo del tutto satirico o in forma di avvertimento, sottolineando tendenze sociali e considerazioni attuali fino a portarle ad estremismi apocalittici

Tuttavia ho scelto di chiamare questo blog pseudo-utopia poichè lo considero un termine meno estremo rispetto ad antiutopia o distopia.

Pseudo-utopia
è la società attuale, ma migliorabile. Questo è il punto.